Sei il visitatore n.


   
 
  INTRODUZIONE ALLA SHIBUKAN

La Federazione SHIBUKAN NINPO BUGEI, è stata fondata nell’autunno del 1990 dal Maestro Franco IADANZA, ha sede nazionale a Reggio Calabria dove il M° IADANZA vive e lavora. La finalità della scuola è quella di diffondere nel nostro paese e in Europa, i benefici derivati dalla conoscenza del Ninja giapponese, nell’intento complementare di riunire “coloro che sentono il proprio destino come parte della tradizione Ninja”.

L’arte della perseveranza è cresciuta notevolmente, tanto che adesso annovera molti praticanti in tutta Italia che studiano o che hanno studiato il sistema Shibukan. La notorietà la si deve al sistema di combattimento totalitario e all’approccio realista delle tecniche che discendono dal “Ninpo Bugei” (l’origine di tutte le Arti Marziali). Il Ninjutsu Shibukan non è solo un sistema di auto difesa del corpo ma è anche la più grande autodifesa della mente, attraverso quest’arte marziale un Ninja ascolta il silenzio, vede l’invisibile, e sopporta l’intollerabile. Anche se tradizionale nella forma (il Ninjutsu conta più di mille anni di storia), ha continuato la sua fase evolutiva mantenendo inalterate le tradizioni marziali, tanto che tutt’oggi agenti di polizia di alcuni stati esteri, praticano queste tecniche per proteggere se stessi e per aiutare incessantemente la gente che li circonda. Squadre speciali come lo S.W.O.T., la Metropolitan Police di Tokyo e la N. Y. P. D. hanno trovato in quest’arte un utilizzo efficace. E non ultimo lo stesso M° IADANZA che è anche istruttore di difesa personale e tecniche operative speciali della Polizia di Stato.

 
 
   

   
 
 

IL MAESTRO FRANCO IADANZA

Franco IADANZA, è nato a Cosenza nel 1959 da oltre 35 anni pratica le Arti Marziali giapponesi, ha iniziato giovanissimo come praticante di Karatè accanto ad uno dei più qualificati maestri giapponesi presso la G.K .A. di Tokyo M° Takumi Ogawa, suo personale Maestro e grande amico, e successivamente con il M° Miura Masaru, per poi passare al Ninjutsu e specializzarsi in quest’arte. Con alle spalle anni di studio della tradizione storica del Ninja, il M° Iadanza è stato il primo in Italia ad ottenere il titolo di Maestro direttamente dal G.M. Shoto Tanemura e Presidente in Italia delle sue federazioni. Oggi grazie alla sua proficua attività di promozione e divulgazione, Il M° Iadanza ha potuto dare finalmente anche in Italia un volto chiaro a questa misteriosa arte marziale mantenendo inalterate le autentiche tradizioni marziali e non facendo del Ninjutsu un impero commerciale così come da tempo orami fanno alcuni sedicenti insegnanti distruggendone l’immagine e l’origine. Il SHIBUKAN DOJO, costituisce oggi l’organizzazione che presiede allo sviluppo di un proprio sistema di allenamento e, come tale, intende trasmettere al praticante non un sistema velato della tradizione, bensì una conoscenza totalitaria degli elementi di sviluppo dell’armonia e padronanza che discendono dal Ninpo Bugei

Il maestro Iadanza insieme al gruppo di Istruttori di
difesa personale della Polizia di Stato

 

Il maestro Iadanza e le telecamere della RAI

Iadanza insieme al maestro Miura Masaru

 
 
   


   
 
 

IL SIGNIFICATO DI SHIBUKAN NINPO BUGEI

Semplificando, significherebbe “l’unione delle tradizioni marziali”, bisognerebbe sforzarsi e perseverare nel mantenere vivo questo concetto. Chi si appresta a studiare il Shibukan Ninpo, sa di approdare nello studio del Ninpo Sanjurokkei ovvero le 36 categorie essenziali del Ninja. Queste essenze sono quelle che formano un vero Ninja nel più profondo senso del termine. I tre cardini fondamentali del Shibukan Ninpo Bugei sono:

1) TAIJUTSU , che vuol dire difesa senz’armi, ad esso sono associati le seguenti sezioni, il Koppojutsu (colpi sulla struttura ossera), il Kosshijutsu (punti di digitopressioni sui muscoli o centri nervosi), il Dakentaijutsu (sistema dei colpi). Il Mutodori (sistema di difesa da e con armi) ecc. E’ la forma più efficace di difendersi contro uno o più attaccanti, perché conta su calci, pugni, proiezioni, punti di pressione, lussazioni, ecc… Questi possono essere usarti in ogni tipo di circostanza, dato che sono stati sviluppati nei campi di battaglia ed in casi di vita o di morte. Tutto ciò non si riferisce solo al Taijutsu, ma a tutte le sezioni del Ninpo.

2) ROKUSHAKU-BO-JUTSU,
contiene il bastone lungo 180 cm , il medio o JO di 125 cm circa, TE NO UCHI, TESSEN ed altri armi particolari tipiche del Ninjutsu associate alla scuola Hontai Kukishin Ryu, molto conosciuta in Giappone per le numerose tecniche di alto livello.

3)
BIKENJUTSU, diviso in Iaijutsu, Battojutsu, Kenpo, è l’elevazione della perfezione dell’antica arte del guerriero, riportare la pratica al tempo in cui i samurai sfoggiavano tecniche straordinarie, una pratica perfetta per allenare la mente lo spirito all’azione fulminea, chi si allena in queste tecniche proverà sensazioni che loro stessi provavano, veri guerrieri nel più ampio senso della parola. Le scuole che la rappresentano sono Onoha Ittto Ryu e Kukishin Ryu. Ma esiste un’altra parte  nelle scuole Shibukan che gioca un ruolo molto importante, di fatto è la più importante per ogni guerriero al di là del tipo di scuola a cui appartiene. Questa parte è chiamata “Seishinteki Kyoyo” o raffinatezza spirituale, le “maniere” di un essere umano con tutte le virtù. Nelle scuole Shibukan, il processo di tirocinio è progressivo e completo. Non possiamo dividere la mente o lo spirito dal corpo, esattamente come tutti i problemi della mente e dello spirito si rispecchieranno nel modo di agire del corpo. Senza prepararsi in questa parte spirituale non saremmo altro che degli assassini, questo fatto ci spiega la ragione per la quale dobbiamo “allenare” la pazienza, la resistenza, l’onestà, la compassione, la bontà, la sapienza, le buone maniere e tutte queste cose che tanto lodiamo in un altro essere umano. In Giappone queste caratteristiche  sono chiamate “Butoku” o virtù marziali. Il segreto sul come sviluppare i Butoku risulta chiaro nelle espressioni: Kajo waraku e Kajo Chikusei, le quali significano “cuore come un fiore” e “spirito come il bambù”. Questo è il cammino del vero guerriero.

 

COSA OFFRE IL SHIBUKAN NINPO BUGEI

 Prima di tutto, un allenamento serio in autentiche ed altamente efficaci Arti Marziali tradizionali. Secondo, la possibilità di crescere e di evolvere come un vero guerriero e come essere umano.  Terzo, la possibilità di diventare istruttore ed insegnare ad altre persone questa meravigliosa arte marziale.  Quarto, conseguire una grande soddisfazione personale studiando queste arti marziali.  Quinto, la possibilità di imparare queste arti direttamente dal Maestro Franco Iadanza e diventare suo allievo diretto.  Sesto, poter partecipare ai differenti Tai-Kai in Italia con il Maestro.  Settimo, poter accompagnare il Maestro, nei suoi viaggi in Giappone per allenarsi e visitare i luoghi storici originari di quest'arte.

NINPO E NINJUTSU

Malgrado il termine Ninpo sia stato usato sin dalla Seconda Guerra Mondiale, oggigiorno la maggior parte della gente riconosce l’arte marziale dei guerrieri ninja con il termine Ninjutsu. Per queste persone c’è soltanto una sottile differenza mentre in realtà c’è ben altro da chiarire. I nomi di molte arti marziali includono il termine o ideogramma “Do” che significa “Via” (ad es. Karate-do, Ju-do, Ken-do, Aiki-do, ecc.) mentre non si dice Nin-do. Al suo posto è usato il termine “Ho” (che si legge anche “Po” in alcune combinazioni) che si trova con una certa frequenza nei termini religiosi (Buppo=legge di Buddha). La parola Ninpo usa il termine “Ho” perché quest’arte ha profonde implicazioni religiose e riesce a combinare due aspetti : arti marziali (“Bumon”) e religione (“Shumon”). Per analogia si considera Bumon come la mano destra e Shumon come la sinistra, avendo queste qualità si perviene ad un corpo equilibrato. I termini “Jutsu” (abilità), Do ed Ho hanno diversi significati, meglio intuibili immaginando una montagna. In questo contesto il termine Jutsu vuole esprimere come si sale sulla montagna, una tecnica. Do vuol far capire il modo più adatto che porta alla sommità della montagna, una via in parte difficile ed in parte appagante. E’ raro infatti trovare chi sia riuscito a raggiungere questa meta e, d’altronde, una volta arrivati dove altro potrebbero andare ? “Ho” invece è la nuvola che fluttua sopra la montagna ed i praticanti di Ninpo cavalcano su di essa. L’ideogramma cinese “Ho” è fatto di due radici, la prima “Sanzui” significa acqua e la seconda, “Saru”, vuol dire “andare avanti”. Unendo i termini, il significato letterale che ne deriva è “vai avanti nell’acqua”, ma ad un livello più avanzato fa venire in mente il circolo dell’acqua. Dall’alto, dalla nuvola, cade la pioggia sulla montagna e finisce in basso nella vallata diventando dapprima un ruscello e poi, unitosi con altri, un fiume fino a sfociare nel mare aperto. Da qui l’acqua risale verso il cielo e diventa di nuovo una nuvola. Questa è la legge eterna del ciclo dell’acqua che è insita nel significato di “Ho”. Il guerriero ninja non sarà di certo appagato solo con la via (Do), ma la sua natura ed ampliare in modo completo le tecniche marziali. Inoltre questa antica arte marziale, così come la pioggia del circolo dell’acqua, resta costantemente nuova ed in movimento.

IL TERMINE NINJA

Per ninja si intende sottolineare un maestro della furtività e del travestimento, “Shinobi” in giapponese. Durante il periodo Asuka (592-710) Shotoku Taishi, un grande personaggio dell’espansione buddista in giappone, usò per primo questo termine. Traducendo la parola “Shinobi” si indicava un uomo esperto nel campo dello spionaggio. “Shi” significa “persona che agisce”, “No” significa
“esperto”, “Bi” invece informazione. I precedenti storici risalgono però di molti secoli. Fin dal 2300 a .C., i ninja erano noti come “Kan”. Il libro di strategia cinese Soshi riferisce con il termine Kan i più importanti elementi di un esercito. Il significato letterale di Kan è “buco”, una breccia tra due pareti attraverso cui si sviluppa una corrente d’aria. Basti immaginare ad un ordine di osservazione dato ad un agente ninja : grazie ad una breccia tra due pareti si può vedere e sentire un nemico preparare i piani di battaglia. Se l’agente effettivamente entra e sottrae i piani avrà messo in pratica la definizione di buco. La parola kan vuol anche far intendere “nel mezzo di”, come lo spazio che c’è tra due oggetti. Da qui ne deriva che se si sparge zizzania tra il comandante ed i suoi ufficiali affinchè nascano odi e rancori reciproci, si mette in pratica il concetto di “Kan”. Ed ancora : i Kan sono paragonati al sole che splende attraverso un entrata ma questa è un interpretazione letterale dell’ideogramma cinese. Il simbolo che sta per “porta” è accompagnato dal simbolo del sole e si legge “Kan”. Solamente un raggio di sole penetra attraverso una spaccatura di un muro e così deve fare l’agente scaltro. Nel corso dei secoli a venire vennero usati altri nomi come “Saisaku”, “Yutei”, “Kansai”. Shingen Takeda durante il periodo Sengoku usò il termine “Mitsumono” (trad. tre persone) che vuol dire coloro che sbirciano, guardano o sentono, che verificano e controllano gli agenti operativi. La specializzazione conduceva inoltre all’acquisizione di un titolo ; se un ninja era potente quanto un samurai veniva chiamato “Shinobi Suke”, se con autorità parziale “Yoko Metsune”. Molti altri termini riferiti ad agenti clandestini sono sopravvissuti ai giorni nostri : parole come “Kenja”, “Choja”, “Kancho”, “Sekko”, “Mittei”, e “Ninja” sono ormai di uso comune. Anche la parola Togakure (una specializzazione del Shibukan Ninpo) vuol intendere una “situazione in cui il nemico crede tu sia lontano, ma in realtà gli sei molto vicino”. Questa definizione è incredibilmente simile alla definizione di Kan, quella parola usata così tanto tempo fa. Il ninpo però è qualcosa di più che una evoluzione di terminologie ma, per il fatto di essere un’arte marziale “vivente”, è anche l’arte marziale più evoluta.

IGA E KOGA NINPO

Nel 1049 D. C., IKAI (IKO) il signore della guerra di Shiko (Su Chang) in Cina, si scontrò in battaglia con il Signore della guerra della provincia di So (Sung).
Ikai fu sconfitto, ma evitò di essere catturato scappando in Giappone. Sbarcato a Ise (Prefettura di Wakayama) arrivò nella regione di Iga, dove visse in una cava e qui insegnò a due sole persone le tecniche basilari del Ninpo. Gli studenti di Ikai erano FUJIWARA NO CHIKADO e HOGENBO TESSHIN. Ad essi furono insegnati una varietà di abilità che includevano il salto (Ongyo No Jutsu), l’occultamento, (Inton No Jutsu), la difesa non armata (Kossai-Jutsu) e le 18 arti marziali Cinesi fondamentali (Kankoku Juhakkei). Una combinazione di queste arti marziali con quelle originarie Giapponesi portò allo sviluppo del Ninpo.
La stessa regione che ospitò Ikai divenne un santuario per altri più tardi nella storia. Infatti tra il 1161 e il 1163, alcuni guerrieri sconfitti nella guerra tra i Genji e gli Heike trovarono esilio nella regione di Iga. Le famose regioni di Iga e Koga fornirono quindi un sicuro rifugio per le truppe sconfitte durante la guerra tra gli imperatori del nord e quelle del sud e molti in esodo dalla Cina trovarono la loro strada in questi santuari.
All’interno di sicuri rifugi montagnosi le tradizioni (ryu) di Iga e Koga cominciavano facendo sorgere molte altre tradizioni Ninja spesso in competizione tra loro. Le fondi variano così come il numero delle tradizioni che realmente esistettero ; alcune fonti parlano di 108 altre di 75 e altre ancora di 73.
Diverse tradizioni si diffusero per tutto il Giappone ma le più conosciute, così come le più antiche furono l’Iga Ryu e Koga Ryu. Il Tokugawa Bakufu usava il Ninpo di queste due aree al fine di dar conclusione a questo lungo periodo di guerra civile. Vi furono comunque altri numerosi gruppi provenienti dall’Iga e Koga Ryu. La conseguente divisione traccia le linee delle aree dove le 69 diverse tradizioni si pensa esistettero. Da queste informazioni sembra probabile che esse non furono più di 73.NINPO RYU

MIE - KEN (Iga area)
Iga Ryu, Hakuun Ryu, Togakure Ryu, Kumogakure Ryu, Genjitsu Ryu, Ryumon Ryu, Tenton-Happo Ryu, Goton-Juppo Ryu, Kadono Ryu, Kukishin Ryu, Gyokko Ryu, Rikyoku Ryu, Tsuji-Ichimu Ryu, Hattori Ryu, Taki Ryu, Yoshimori Ryu, Uchikawa Ryu, Gikan Ryu, Takino Ryu, Sawa Ryu, Gen Ryu, Momochi Ryu.

 
 
   

Ninjutsu-Shibukan.it

SHIBUKAN NINPO BUGEI FEDERATION - Istituto di Arti Marziali - 2004