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IL SIGNIFICATO
DI SHIBUKAN NINPO BUGEI
Semplificando, significherebbe “l’unione delle tradizioni marziali”,
bisognerebbe sforzarsi e perseverare nel mantenere vivo questo
concetto. Chi si appresta a studiare il Shibukan
Ninpo, sa di approdare nello studio del Ninpo Sanjurokkei ovvero le 36
categorie essenziali del Ninja. Queste essenze sono quelle che formano un
vero Ninja nel più profondo senso del termine. I tre cardini fondamentali del Shibukan Ninpo Bugei sono:
1) TAIJUTSU , che
vuol dire difesa senz’armi, ad esso sono associati le seguenti sezioni, il
Koppojutsu (colpi sulla struttura ossera), il Kosshijutsu (punti di
digitopressioni sui muscoli o centri nervosi), il Dakentaijutsu (sistema dei
colpi). Il Mutodori (sistema di difesa da e con armi) ecc. E’ la forma più
efficace di difendersi contro uno o più attaccanti,
perché conta su calci, pugni, proiezioni, punti di pressione, lussazioni,
ecc… Questi possono essere usarti in ogni tipo di circostanza, dato che sono
stati sviluppati nei campi di battaglia ed in casi di vita o di morte. Tutto
ciò non si riferisce solo al Taijutsu, ma a tutte le sezioni del Ninpo.
2)
ROKUSHAKU-BO-JUTSU, contiene il bastone lungo
180 cm
, il medio o JO di
125 cm
circa, TE NO UCHI, TESSEN ed altri armi particolari tipiche del
Ninjutsu associate alla scuola Hontai Kukishin Ryu, molto conosciuta in
Giappone per le numerose tecniche di alto livello.
3) BIKENJUTSU,
diviso in Iaijutsu, Battojutsu, Kenpo, è l’elevazione della perfezione
dell’antica arte del guerriero, riportare la pratica
al tempo in cui i samurai sfoggiavano tecniche straordinarie, una pratica
perfetta per allenare la mente lo spirito all’azione fulminea, chi si allena
in queste tecniche proverà sensazioni che loro stessi provavano, veri
guerrieri nel più ampio senso della parola. Le scuole che la rappresentano
sono Onoha Ittto Ryu e Kukishin Ryu. Ma esiste un’altra parte nelle
scuole Shibukan che gioca un ruolo molto importante,
di fatto è la più importante per ogni guerriero al di là del tipo di scuola a
cui appartiene. Questa parte è chiamata “Seishinteki Kyoyo” o raffinatezza
spirituale, le “maniere” di un essere umano con tutte le virtù. Nelle scuole
Shibukan, il processo di tirocinio è progressivo e completo. Non possiamo
dividere la mente o lo spirito dal corpo, esattamente come tutti i problemi
della mente e dello spirito si rispecchieranno nel modo di agire del corpo.
Senza prepararsi in questa parte spirituale non saremmo altro che degli
assassini, questo fatto ci spiega la ragione per la quale dobbiamo “allenare”
la pazienza, la resistenza, l’onestà, la compassione, la bontà, la sapienza,
le buone maniere e tutte queste cose che tanto lodiamo in un altro essere umano.
In Giappone queste caratteristiche sono chiamate “Butoku” o virtù
marziali. Il segreto sul come sviluppare i Butoku risulta chiaro nelle espressioni: Kajo waraku e Kajo Chikusei, le quali significano
“cuore come un fiore” e “spirito come il bambù”. Questo è il cammino del vero
guerriero.
COSA OFFRE IL SHIBUKAN
NINPO BUGEI
Prima
di tutto, un allenamento serio in autentiche ed altamente efficaci Arti Marziali tradizionali.
Secondo,
la possibilità di crescere e di evolvere come un vero guerriero e come essere umano.
Terzo, la possibilità di diventare istruttore ed insegnare ad
altre persone questa meravigliosa arte marziale.
Quarto,
conseguire una grande soddisfazione personale
studiando queste arti marziali.
Quinto, la possibilità di imparare queste arti direttamente dal
Maestro Franco Iadanza e diventare suo allievo diretto.
Sesto,
poter partecipare ai differenti Tai-Kai in Italia con il Maestro.
Settimo, poter accompagnare il Maestro, nei suoi viaggi in
Giappone per allenarsi e visitare i luoghi storici originari di quest'arte.
NINPO E NINJUTSU
Malgrado il termine Ninpo sia stato usato sin dalla
Seconda Guerra Mondiale, oggigiorno la maggior parte della gente riconosce
l’arte marziale dei guerrieri ninja con il termine Ninjutsu. Per queste
persone c’è soltanto una sottile differenza mentre in realtà c’è ben altro da chiarire. I nomi di molte arti marziali includono
il termine o ideogramma “Do” che significa “Via” (ad es. Karate-do, Ju-do,
Ken-do, Aiki-do, ecc.) mentre non si dice Nin-do. Al
suo posto è usato il termine “Ho” (che si legge anche “Po” in alcune
combinazioni) che si trova con una certa frequenza nei termini religiosi
(Buppo=legge di Buddha). La parola Ninpo usa il termine “Ho” perché
quest’arte ha profonde implicazioni religiose e riesce a combinare due
aspetti : arti marziali (“Bumon”) e religione
(“Shumon”). Per analogia si considera Bumon come la mano destra e Shumon come
la sinistra, avendo queste qualità si perviene ad un corpo equilibrato. I
termini “Jutsu” (abilità), Do ed Ho hanno diversi significati, meglio
intuibili immaginando una montagna. In questo contesto il termine Jutsu vuole esprimere come si sale sulla montagna, una tecnica. Do
vuol far capire il modo più adatto che porta alla sommità della montagna, una
via in parte difficile ed in parte appagante. E’
raro infatti trovare chi sia riuscito a raggiungere
questa meta e, d’altronde, una volta arrivati dove altro potrebbero andare ?
“Ho” invece è la nuvola che fluttua sopra la montagna ed i praticanti di
Ninpo cavalcano su di essa. L’ideogramma cinese “Ho”
è fatto di due radici, la prima “Sanzui” significa acqua e la seconda,
“Saru”, vuol dire “andare avanti”. Unendo i termini, il significato letterale
che ne deriva è “vai avanti nell’acqua”, ma ad un livello più avanzato fa
venire in mente il circolo dell’acqua. Dall’alto, dalla nuvola, cade la
pioggia sulla montagna e finisce in basso nella vallata diventando dapprima
un ruscello e poi, unitosi con altri, un fiume fino a sfociare nel mare
aperto. Da qui l’acqua risale verso il cielo e diventa di nuovo una nuvola.
Questa è la legge eterna del ciclo dell’acqua che è insita nel significato di
“Ho”. Il guerriero ninja non sarà di certo appagato solo con la via (Do), ma
la sua natura ed ampliare in modo completo le tecniche marziali. Inoltre questa antica arte marziale, così come la pioggia del
circolo dell’acqua, resta costantemente nuova ed in movimento.
IL TERMINE NINJA
Per ninja si intende sottolineare un maestro della
furtività e del travestimento, “Shinobi” in giapponese. Durante il periodo
Asuka (592-710) Shotoku Taishi, un grande personaggio dell’espansione buddista in giappone, usò per primo questo
termine. Traducendo la parola “Shinobi” si indicava
un uomo esperto nel campo dello spionaggio. “Shi” significa
“persona che agisce”, “No” significa “esperto”, “Bi” invece
informazione. I precedenti storici risalgono però di molti secoli. Fin dal
2300 a
.C., i ninja erano noti come “Kan”. Il libro di strategia cinese Soshi riferisce
con il termine Kan i più importanti elementi di un esercito. Il significato
letterale di Kan è “buco”, una breccia tra due pareti attraverso cui si
sviluppa una corrente d’aria. Basti immaginare ad un ordine di osservazione dato ad un agente ninja : grazie ad una
breccia tra due pareti si può vedere e sentire un nemico preparare i piani di
battaglia. Se l’agente effettivamente entra e
sottrae i piani avrà messo in pratica la definizione di buco. La parola kan
vuol anche far intendere “nel mezzo di”, come lo spazio che c’è tra due
oggetti. Da qui ne deriva che se si sparge zizzania tra il comandante ed i
suoi ufficiali affinchè nascano odi e rancori reciproci, si mette in pratica
il concetto di “Kan”. Ed ancora : i Kan sono
paragonati al sole che splende attraverso un entrata ma questa è un
interpretazione letterale dell’ideogramma cinese. Il simbolo che sta per
“porta” è accompagnato dal simbolo del sole e si legge “Kan”. Solamente un
raggio di sole penetra attraverso una spaccatura di un muro e così deve fare
l’agente scaltro. Nel corso dei secoli a venire vennero usati altri nomi come “Saisaku”, “Yutei”, “Kansai”. Shingen Takeda durante il
periodo Sengoku usò il termine “Mitsumono” (trad. tre persone) che vuol dire coloro che sbirciano, guardano o sentono, che
verificano e controllano gli agenti operativi. La specializzazione conduceva
inoltre all’acquisizione di un titolo ; se un ninja
era potente quanto un samurai veniva chiamato “Shinobi Suke”, se con autorità
parziale “Yoko Metsune”. Molti altri termini riferiti ad agenti clandestini
sono sopravvissuti ai giorni nostri : parole come
“Kenja”, “Choja”, “Kancho”, “Sekko”, “Mittei”, e “Ninja” sono ormai di uso
comune. Anche la parola Togakure (una specializzazione del Shibukan Ninpo) vuol intendere una “situazione in cui il nemico crede tu sia
lontano, ma in realtà gli sei molto vicino”. Questa definizione è
incredibilmente simile alla definizione di Kan, quella parola usata così tanto tempo fa. Il ninpo però è qualcosa di più che una evoluzione di terminologie ma, per il fatto di essere
un’arte marziale “vivente”, è anche l’arte marziale più evoluta.
IGA
E KOGA NINPO
Nel 1049 D. C., IKAI (IKO) il signore della guerra di Shiko (Su Chang) in
Cina, si scontrò in battaglia con il Signore della guerra della provincia di
So (Sung).
Ikai fu sconfitto, ma evitò di essere catturato scappando in Giappone.
Sbarcato a Ise (Prefettura di Wakayama) arrivò nella
regione di Iga, dove visse in una cava e qui insegnò a due sole persone le
tecniche basilari del Ninpo. Gli studenti di Ikai erano FUJIWARA NO CHIKADO e
HOGENBO TESSHIN. Ad essi furono insegnati una
varietà di abilità che includevano il salto (Ongyo No Jutsu), l’occultamento,
(Inton No Jutsu), la difesa non armata (Kossai-Jutsu) e le 18 arti marziali
Cinesi fondamentali (Kankoku Juhakkei). Una combinazione di queste arti
marziali con quelle originarie Giapponesi portò allo sviluppo del Ninpo.
La stessa regione che ospitò Ikai divenne un santuario per altri più tardi
nella storia. Infatti tra il 1161 e il 1163, alcuni
guerrieri sconfitti nella guerra tra i Genji e gli Heike trovarono esilio
nella regione di Iga. Le famose regioni di Iga e
Koga fornirono quindi un sicuro rifugio per le truppe sconfitte durante la
guerra tra gli imperatori del nord e quelle del sud e molti in esodo dalla
Cina trovarono la loro strada in questi santuari.
All’interno di sicuri rifugi montagnosi le tradizioni (ryu) di Iga e Koga cominciavano facendo sorgere molte altre
tradizioni Ninja spesso in competizione tra loro. Le fondi variano così come il numero delle tradizioni che realmente esistettero ;
alcune fonti parlano di 108 altre di 75 e altre ancora di 73.
Diverse tradizioni si diffusero per tutto il Giappone ma le più conosciute,
così come le più antiche furono l’Iga Ryu e Koga Ryu. Il Tokugawa Bakufu
usava il Ninpo di queste due aree al fine di dar conclusione a questo lungo
periodo di guerra civile. Vi furono comunque altri
numerosi gruppi provenienti dall’Iga e Koga Ryu. La conseguente divisione
traccia le linee delle aree dove le 69 diverse tradizioni si pensa esistettero. Da queste informazioni sembra probabile
che esse non furono più di 73.NINPO RYU
MIE - KEN (Iga area)
Iga Ryu, Hakuun Ryu, Togakure Ryu, Kumogakure Ryu, Genjitsu Ryu, Ryumon Ryu,
Tenton-Happo Ryu, Goton-Juppo Ryu, Kadono Ryu, Kukishin Ryu, Gyokko
Ryu, Rikyoku Ryu, Tsuji-Ichimu Ryu, Hattori Ryu, Taki Ryu, Yoshimori Ryu,
Uchikawa Ryu, Gikan Ryu, Takino Ryu, Sawa Ryu, Gen Ryu, Momochi Ryu.
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