JUJUTSU

Introduzione
Il Jūjutsu, conosciuto dai praticanti moderni anche come Jujitsu, è una tra le più antiche arti marziali giapponesi il cui nome significa letteralmente : flessibile, cedevole, morbido e jutsu: arte, tecnica, pratica. Nei Dojo della Shibukan viene chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (sinonimo di jū).Il jūjutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano nei campi di battaglia qualora fossero stati spodestati della propria katana per giungere comunque alla stessa finalità “l'annientamento fisico dei propri avversari”, a mani nude o con armi non convenzionali. Il jūjutsu basa i suoi principi sulla difesa personale (goshin) che scaturiscono dalle radici del nome originale giapponese il cui significato è: "il morbido vince il duro" stesso principio poi adottato dal moderno Judo. In molte arti marziali, oltre all'equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone. Nel Jujutsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall'avversario. Più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio, quindi, sta nell'applicare una determinata tecnica proprio nell'ultimo istante dell'attacco subito, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l'avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto (Ku).


Cenni storici

C'è molta confusione sulle origini del Jujutsu originale giapponese, provato sugli antichi campi di battaglia. Molti oggi vantano essere diretti discendenti di questo o quel Ryu mostrando Makimono (pergamene) e molta è la confusione che si genera  in chi cerca un punto di verità nel raccontare la storia o le tradizioni. Ma consideriamo ciò che è stato tramandato oggi dalle innumerevoli scuole di Jujutsu (erano attivi oltre 2500 Ryu) , un numero sufficientemente grande da consentire la sopravvivenza, fino ai nostri giorni, di un grande numero di scuole marziali tradizionaliche anche se perse nel decorso storico giapponese alcuni di questi Ryu vengono ancora oggi insegnati mantenendone inalterata la tradizione. Il jujutsu è un'antica forma di combattimento di origine giapponese di cui si hanno notizie certe solamente a partire dal XVI secolo. Ma certo l'origine del jujutsu è molto più antica e la definizione, durante tutto il periodo feudale fino all'editto imperiale del 1876 che proibi' il porto delle spade decretando così la scomparsa dei samurai, si attribuiva alle forme di combattimento a mani nude o con armi (armi tradizionali, cioè spada, lancia, bastone ecc.) contro un avversario armato oppure no (mutodori) praticate in una moltitudine di Ryu ognuna con la propria specialità. Si distinguevano perciò le scuole dedite all'uso del tachi, la spada tradizionale giapponese, quelle maggiormente orientate alla lotta corpo a corpo, fino alle scuole di combattimento (kumiuchi) con l'armatura (yoroi kumiuchi), tiro con l'arco ed equitazione (kishajutsu). Quest'ultime costituivano la base dell'addestramento del samurai, che più tardi muterà nome in bushido. Una caratteristica che accomunava tutte queste scuole era l'assoluta segretezza dei propri metodi e l' eterna rivalità reciproca, poiché ognuna professava la propria superiorità nei confronti delle altre.
Con l'avvento dello shogunato Tokugawa (1603-1867) Il Giappone conosce un periodo di relativa pace: fu questo il momento di massimo sviluppo del jūjutsu, poiché, privi della necessità di combattere e quindi di mantenere la segretezza, fu possibile per i vari Ryu organizzarsi e classificare i propri metodi.Anche la gente comune comincia a interessarsi e a praticare il jūjutsu poiché la pratica portava un arricchimento interiore dell'individuo, data la relazione intercorrente con i riti di meditazione propri del buddismo zen. Ma la cultura guerriera era talmente radicata nella vita dei Giapponesi da spingere i samurai a combattere anche quando non ve n'era l'effettiva necessita. Ciò portava a volte all'organizzazione di vere e proprie sfide chiamate Michi Dojo  (dōjō di strada) in cui i migliori guerrieri si confrontavano in modo spesso cruento.
La caduta dell'ultimo shogun e il conseguente restauro del potere imperiale causarono grandi sconvolgimenti nella vita del popolo: i giapponesi, che fino a quel momento avevano vissuto in completo isolamento dal resto del mondo, ora si volgevano avidamente verso la cultura occidentale che li stava "invadendo". Ciò provocò un rigetto da parte del popolo per tutto ciò che apparteneva al passato ivi compreso il jūjutsu. La diffusione delle armi da fuoco fece il resto: il declino del jūjutsu era in atto.
Il nuovo corso vide la scomparsa della classe sociale dei samurai, che avevano dominato il Giappone per quasi mille anni e il jujutsu la nobile arte  cadde in un baratro di oscurantismo tanto che alcuni Ryu continuarono la tradizione in gran segreto tramandando da padre in figlio le tradizioni del Jujutsu, e questo fino al periodo storico chiamato Restaurazione Meiji, dove si riaffermò nuovamente la possibilità di riprendere pubblicamente l’insegnamento del jujutsu che si proponeva come metodo educativo, insegnato nelle scuole come educazione fisica ed inserito nei programmi di addestramento della polizia giapponese. Il jūjutsu si diffuse nel resto del mondo grazie a quanti, come il M° Iadanza lo appresero reimportandolo nel paese d'origine.


Il Jujutsu Shibukan
Il Ju Jutsu Shibukan si compone di tecniche  versatili e per questo funzionali ed integra Kata provenienti da scuole antiche, e si concretizza sia nella difesa personale che nello sviluppo della educazione marziale e spirituale del praticante (perchè il praticante che denota una buona educazione, da quando si alza la mattina fino a quando si corica la sera, incarna il Codice di condotta, o Bufu) e si compone di 10 Kyu e 10 Dan. Nel sistema Shibukan Jujutsu Renmei si studia il Ju Jutsu come forma di lotta a mani nude, lo studio delle armi è invece compreso nello studio del Ninpo. Il Ju Jutsu tradizionale comprende lo studio di tecniche di proiezione, leve articolari, strangolamenti e percussioni sui centri nervosi, nella maggioranza delle tecniche di proiezione vengono eseguite lussazioni e fratture delle articolazioni proprio mentre si lancia l'avversario al suolo. Lì dove l'integrità del nemico viene considerata sacra, nel Ju Jutsu tradizionale viene esaltata la capacità di "liberarsi" dell'avversario nel modo più veloce ed efficace possibile, possibilmente evitando che il nemico possa rialzarsi immediatamente e sferrare un nuovo attacco.                                                                                                                                                                         
Il M° Franco Iadanza pone particolare enfasi nello spiegare i singoli segreti (Kuden, insegnamenti orali) di ogni tecnica legata ad una scuola tradizionale, cosicché il praticante particolarmente attento  ha la possibilità di appropriarsi realmente della tecnica imprimendola nella mente in modo da tramandarla a sua volta nella forma originale e così di seguito. Sapere come, dove e con che angolo sferrare un Atemi (colpo) prima di "infilare" una proiezione sull'avversario, è di vitale importanza se non si vuol rendere addirittura inutile questa ultima; lo studio del “kyusho” (punti vitali e nervosi), spesso etichettato come "troppo difficile da applicare in una situazione reale" da chi non lo conosce, non è una parte secondaria del Ju Jutsu è invece uno dei pilastri di tutto  il sistema di combattimento tradizionale.
Nel Shibukan Jujutsu come nel Ninpo Bugei non esistono gare agonistiche e viene allenato il metodo tradizionale di combattimento basato sul Jujutsu dei samurai. Grande attenzione deve essere posta nello sviluppare la personalità positiva del praticante da parte dell'insegnante, oggi come nei tempi antichi, la via del guerriero passa dal cuore e cioè dal coraggio, dalla lealtà, dalla sincerità, dall'onestà e dalla pietà, tutte caratteristiche morali che devono essere costantemente ricercate dal vero artista marziale. , per chi ha interesse alla pratica del Jujutsu Shibukan, può contattare il Dojo più vicino e rivolgersi all'istruttore.


 Lo scopo del SJJR
Lo scopo del SJJR e quello di dare al praticante la massima disponibilità e attenzione nell’insegnare il sistema tradizionale di jujutsu attraverso i suoi Dojo periferici.
Il SJJR segue un sistema tradizionale di kyu/dan. Dopo il  4 dan, lo studente può specializzarsi in uno dei  ryu insegnati dal Maestro Franco Iadanza, e riceve  successivi Dan o il  livello Menkyo .
I seguenti sono  alcuni dei ryu dal quale il SJJR basa la sua conoscenza:
Hontai Yoshin Takagi ryu; Kukishin ryu; Yagyu Shingan ryu; Hoki Ryu Jujutsu; Koryu Jujutsu Sento Riron; Tenjin Shinyo Ryu Jujutsu; Mizuno Shinpo Ichiden Ryu Jujitsu; To Gun Ryu Jujutsu.

 
 
   

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